APPROFONDIMENTO LA COSTITUZIONE

Per modificare l'assetto delle Istituzioni occorre revisionare la Costituzione. Purtroppo sia il centro-sinistra che il centro destra hanno approvato modifiche unilaterali reali o con leggi che hanno prodotto parallelamente una Costituzione materiale antagonista.
La Costituzione della Repubblica fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 Dicembre 1947 con 453 voti favorevoli su 515 presenti e votanti, venne promulgata cinque giorni dopo da Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato ( con controfirma del Presidente della Costituente Umberto Terracini e del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi).
La Costituzione ebbe il sostegno dei Partiti che si erano forgiati con la Resistenza al fascismo ( ad eccezione dei socialisti e dei radicali contrari a confermare i Patti Lateranensi, stipulati nel 1929 tra Mussolini ed il Vaticano ).I partiti erano diretti da giganti che, nonostante i fieri contrasti, riuscirono a portare a sintesi le diverse posizioni politiche, perchè non miravano all'interesse personale o di parte, ma a quello generale, fondando una casa comune per tutti gli italiani.
La democrazia deve presentare i seguenti requisiti minimi:
- possibilità per gruppi diversi di competere liberamente per il governo dello Stato;
- garantito rispetto delle minoranze;
- adozione delle sole decisioni che dispongano un verificato consenso maggioritario eseguite sotto il controllo delle minoranze.
La nostra carta Costituzionale prevede questi requisiti, ed altri ancora nelle sezioni attinenti:
- i principi fondamentali;
- i rapporti civili;
- i rapporti economici;
- i rapporti politici.
Talchè ancor oggi, per la sua parte prima, viene considerata una delle migliori al mondo.
Come modificarla ?
Già l'art. 138 prevede le modalità della sua revisione.
Chi scrive non è favorevole alla gestione assembleare del potere, perchè quelli delle rivoluzioni francese e sovietica hanno provocato genocidi e sono degenerati nella dittatura.
E' però convinto che ogni buona regola abbia la sua eccezione. A suo parere la responsabilità delle modifiche della prima parte della Carta, che contempla i presupposti fondamentali e i diritti, non dovrebbe essere delegata ma assunta direttamente dai cittadini, mediante Referendum.
Con l'attuale ordinamento non è possibile, l'art. 75 della Costituzione prevede il solo Referendum abrogativo e non quello propositivo.
Per istituire quello occorrerebbe una preventiva modifica costituzionale.
Sono più di ventanni che si discute sulla necessità della revisione dell'ordinamento istitutivo della Repubblica ed è il momento di farlo.
Per questa scelta ovviamente occorrerebbe un quorum molto alto, perchè la scelta delle regole costituzionali è un avvenimento molto serio per prenderlo alla leggera. 2.500.000 firme sarebbero un buon incentivo per scuotere l'elettorato.

(suggerimenti)